“Finito il pianto io mi tirai su/ ora, davvero, Teresa di Gesù”: una ferita che arde anche per noi

Andiamo avanti nel nostro percorso con un nuovo brano che ci mostra la vita di Santa Teresa attraverso le parole scelte da Giampiero Pizzol.

(Ecce Homo-Tiziano Vecellio)
Continuamente tormentata nel fisico e nello spirito, Teresa riceve durante la Quaresima del 1554 il dono della vera Conversione: camminando per i corridoi del Carmelo, si imbatte in una statua di Cristo legato alla colonna e flagellato, “così umano da sembrare vero”.

“Davanti a Lui, Dio mi fece il dono/ di un pianto che veniva da lontano/ come pioggia che scioglie un uragano/ e all'istante io capii chi sono/. E chi sei Tu mio Dio che non mi lasci,/ rivestito di me, Tu non finisci/ di offrirmi ogni istante il Tuo favore/ con la ferita ardente dell’Amore./[…]./ Questo è l’Amore. È tutto. Non c’è altro.”

Teresa cade in ginocchio e scoppia in lacrime. Di fronte al volto così umano di Gesù sofferente, non può che rendersi conto dell’Amore sconfinato di Dio per l’uomo, un Amore tanto grande da non temere il sacrificio, e così potente da restituire l’uomo a sé stesso: “Finito il pianto io mi tirai su/ ora, davvero, Teresa di Gesù”.
Niente per Teresa è più come prima, tutto è trasformato alla luce di quell'Amore e tutto finalmente acquista senso:

“Solo l’amore fa toccare il fondo/ di quel dolore che dà vita al mondo./ Solo l’amore fa capire tutto/ dal pane al sangue e dal fiore al frutto”.



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