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“Pezzi di cielo”

Domenica 18 ottobre, all'auditorium delle Clarisse, Giampiero Pizzol sceneggiatore e regista della compagniabella di Forlì ha presentato "Teresa de Jesus, nata per voi", un'opera in musica sulla figura di Santa Teresa D'Avila. Il Portico di Salomone si è fatto promotore e organizzatore dell'evento in occasione del quinto centenario dalla nascita della Santa. Scopo della nostra compagnia, infatti, non è solo quello di calcare le scena, ma anche di intercettare, guardare la bellezza artistica e culturale là dov'è e di indicarla a tutti. 
Ci sono due ragioni che ci hanno spinto a importare questo spettacolo.

Innanzitutto conoscere un po’ di più la figura di questa grande mistica, riformatrice e dottore della Chiesa, e scoprirne l’attualità.

E poi ricordarci che a Rapallo nel monastero di San Maurizio di Monti esiste una comunità di tredici suore che vivono il suo carisma.

Potremmo chiederci che cosa abbia a che fare una monaca di 500 anni fa, per giunta di clausura, con la nostra vita di oggi. Spesso la vita di monastero ci appare come una gabbia, una fuga dal mondo e non come un luogo di amore totale e incondizionato a Dio e agli uomini.

Santa Teresa stessa si faceva questa domanda; non voleva sottrarsi all’impegno di fronte alla realtà del suo tempo e della sua terra, caratterizzata dalla crisi dello stato, la guerra contro l’Inghilterra e la divisione nella Chiesa, portata da Lutero. 

E per questo ha iniziato a viaggiare per la Spagna, come vagabonda di Dio, fondando monasteri, punti di riferimento di umanità rinnovata, per tutti.

In una società lacerata, voleva moltiplicare “pezzi di cielo” che ridessero speranza agli uomini.

L’evento è stato una significativa proposta per la città di Rapallo e per noi anche l’occasione di rincontrare Giampiero Pizzol con il quale nel mese di febbraio avevamo realizzato un laboratorio teatrale. La serata passata con lui, Laura e Daniela, che ci hanno riproposto un metodo di lavoro, è stata allegra, creativa e ha rilanciato tutti noi nell’avventura del Portico di Salomone.

Marina


Teresa de Jesùs - Nata per voi


A causa delle condizioni meteo avverse l'appuntamento è per tutti domani, Domenica 18 ottobre alle ore 16.00, presso l' Auditorium delle Clarisse, Rapallo, per lo spettacolo in musica "Teresa de Jesùs - Nata per voi".


Vi aspettiamo numerosi!!!

"Nulla mi basta/ nulla mi fa viva": scegliere di vivere la nostra vita con Dio


(La Fiducia In Dio-Lorenzo Bartolini)
"Le cose stanno al punto/ che sembra perso il mondo./ E noi in questo tempo/ entriamo in un convento?"

Questa è la preoccupazione di Santa Teresa in uno dei momenti più difficili della storia della Chiesa. Ma la risposta è subito pronta, frutto di un'intensa maturazione spirituale.

"Nulla mi basta/ nulla mi fa viva/ che vivere con Dio in questa vita."

Così insieme ad un gruppo di donne decise e ferventi, pronte a dedicarsi a una vita di orazione, di solitudine, secondo la Regola primitiva, dà vita al progetto di un nuovo monastero.

"Tredici donne offerte/ al mondo e alla morte/ in compagnia di Dio/ per fare una follia."

E' così che il 24 agosto del 1562 si inaugura ad Avila il primo monastero riformato, dedicato a S. Giuseppe, dove finalmente Teresa può passare alcuni anni tra i più belli della sua vita.


"Sempre, sempre, sempre!": anche noi possiamo averLo vicino in ogni istante


“Il cuore della vita è solo questo: lasciare tutto e avere tutto in Cristo.”

Queste le parole di Santa Teresa che concludono uno dei brani più toccanti dell’opera, in cui la donna si rende conto che nulla nella vita ha valore se non ci rivolgiamo a questo Tu, unico in grado di colmare la nostra “infinita nostalgia”. Cristo, ci ricorda, è sceso sulla terra a donarsi a noi, ed è su questa vicinanza tra l’uomo ed il Creatore che la santa insiste nel brano successivo, ricordandoci che “sempre, sempre, sempre” Lui è con noi.

(Cristo Velato (particolare)-Raimondo Di Sangro)
“Sempre, sempre, sempre! Si può rivolgere a Dio la propria mente, si può averLo vicino in ogni istante.”

Questa parola, ‘sempre’, ripetuta per tre volte di fila, non è solo un ricordarci che Cristo si è fatto uomo ed è presente in mezzo a noi, ma è anche un invito agli uomini a cercare costantemente la Sua presenza. Ed è dal desiderio di Santa Teresa di vivere ogni secondo della vita servendo il Signore che nasce l’idea di fondare un nuovo convento nel Carmelo.

“ ‘Io voglio tutto e non solo una parte, voglio morire della Vostra morte.’ Il Re mi disse: ‘Se vuoi salvare il mondo vai avanti, fonda quel Convento’.”



"Dio non si stancava mai di perdonarmi": una guerra tra la terra e il cielo che è anche la nostra


“Dio non ha fretta, non vuole far presto, / sceglie sempre il luogo e il tempo giusto, / sa che nel fiore è nascosto il frutto / non coglie nulla senza avere tutto”.

Dio rispettò la libertà di Teresa nel suo percorso verso la vocazione fino a lasciare che commettesse peccato, perché potesse tornare ad abbracciare grata l’unico vero Consolatore:

“[…] eppure mi stancavo prima io / di compiere peccati mentre Dio / non si stancava mai di perdonarmi […]”.

L’adolescenza di Teresa trascorse nell'insaziabile ricerca di qualcosa che potesse renderla felice, ma nulla le bastava:

“[…] cercavo Dio e non sapevo come”.

Fino al momento in cui la giovane decise di entrare in convento, inizialmente per paura del futuro, della morte, per timore di quel Dio che ancora non conosceva a fondo nel suo aspetto di Padre buono che sacrificò Suo Figlio per salvarci. 

“Entrai in Carmelo più per il timore / della Legge di Dio che per amore. / Dentro il mio cuore e dentro il mio pensiero / c’era una guerra tra la terra e il cielo”.

Tuttavia Dio non tardò a sottoporre Teresa a un’altra prova per permetterle di conoscerLo meglio, di avvicinarsi di più a Lui. Una malattia allora sconosciuta costrinse la giovane a letto e, dopo averla portata sull'orlo della morte a chiedersi quale fosse il significato di una vita così breve e senza le grandi avventure sognate da bambina, sparì. Il Signore, che vegliava su di lei, le concesse ancora tempo perché la sua vita potesse compiersi e la sfidò ancora nella sua libertà.



"Che cosa aggiunge al Tuo/ amore il mio?": Teresa, l'animo dell'uomo e il nostro amore a cui basta il Suo

“Che bisogno hai di me?/ A che ti servo io?/ Che cosa aggiunge al Tuo/ amore il mio?”.

Teresa non sa che cosa Dio vorrà fare di lei, ma è felice di lasciar fare a Lui, perché è lei per prima ad aver bisogno del Suo Amore: 

“Ho bisogno di Te/ perciò Ti servo io./ Ora e per sempre al mio/ amore basta il Tuo.”

(Estasi della Beata Ludovica Albertoni-Gian Lorenzo Bernini)
Forte di questa esperienza di cambiamento, nel 1577 scrive una delle sue opere più famose, "Il castello interiore", dedicata innanzitutto alle suore carmelitane.
In queste pagine, Teresa descrive l’anima dell’uomo come simile a un castello; noi crediamo di essere al suo interno, ma restiamo chiusi fuori, “smarriti nel giardino dei pensieri”. L’unico modo per entrare è la preghiera: solo attraverso di essa possiamo accedere al castello con le sue sette stanze, e percorrere la strada che ci conduce al centro. Lì, nell'ultima stanza, non c’è odio né ombra di male, ma Dio che ci attende da sempre come un Amante fedele che ci conosce e sa ciò che siamo, e desidera soltanto che ricambiamo il suo Amore: 

“Questa è l’unica strada per tornare, /di questa vorrei farvi innamorare/ perché l’amore è come l’estate/ che illumina gli sguardi e le giornate./ […]/ Se vi sentite allegre guardatelo Risorto,/ se tristi pensatelo dell’Orto,/ se siete nel dolore, pensate a Dio che muore/ per darci il coraggio di morire”.






"Noi siamo fatti per Te.": ma cosa possiamo aggiungere noi a questo Amore infinito?


Nel cuore del bel monastero dell’Incarnazione, Teresa ha ritrovato l’essenziale. Lo sguardo d’amore di Gesù sofferente le ha trafitto il cuore a tal punto,  che lei non desidera altro se non vivere alla presenza dei Suoi occhi. 
E così che nel silenzio della sua cella, la monaca riscopre a poco a poco la preghiera. Prima come un lavoro a cui non era più abituata, e poi sempre di più come il mezzo privilegiato per l’incontro con Dio: 

“Il Signore ci vede ogni momento/ ma solo chi prega se ne rende conto./ Ho ricambiato lo sguardo e piano piano/ Dio è stato ogni giorno più vicino.”

Teresa capisce che è solo cedendo a quell'Amore senza limiti che il Signore può operare in noi e far risplendere così la sua Gloria: 

“E a noi resta il ringraziamento/ per quel che Dio dona in ogni tempo/ portando ogni cosa a compimento”.

Al culmine della sua conversione, Teresa riceve il dono di poter contemplare con i propri occhi, in estasi, la Gloria di Dio e sperimentare la gioia infinita della Sua compagnia sempre presente: 

“Dio mi ha presa. Mi ha strappata via/ mettendo la Sua Mente nella mia/ e dire ciò che ho visto è una follia/ i cieli aperti e la Vergine Maria…/[…]/Noi siamo fatti per Te. E senza Te/ può esserci tutto ma non c’è/ nulla che ci riempia il cuore/ che nemmeno il mare può riempire”.

Ma un dono così grande, come può portare frutto? Come può Dio aver scelto proprio lei, Teresa, una monaca tra tante? Che cos'altro può aggiungere lei, così piccola, a questo Amore infinito?



“Di che volete che vi parli io / se non di come mi ha rapita Dio?": un testo che parla a ognuno di noi

“Di che volete che vi parli io / se non di come mi ha rapita Dio? / Non so parlare altro che di questo, / del volto dolcissimo di Cristo”.

(Sant'Anna, La Vergine E Il Bambino-Leonardo Da Vinci)
Questo l’esordio del testo di Giampiero Pizzol su Santa Teresa d’Avila. Un incipit pieno del fuoco che animava il petto di una donna talmente grata a quel Cristo morto per salvarla, da non essere più in grado di parlare d’altro se non del proprio amore per Lui. Dio concesse a Teresa il tempo e la libertà a lei necessari per riconoscerLo, senza forzarla in alcun modo:

“Io, Teresa, cresciuta piano piano / mentre Dio scriveva da lontano / il mio cammino senza intervenire / con la pazienza di Chi sa aspettare”.

I segni della vocazione però non tardarono a svelarsi. Paradossalmente il primo “sì” di Teresa sorse in una circostanza dolorosa come la morte di sua madre. La giovane, privata di una figura che la amava, riconobbe nella Vergine la sola donna in grado di consolarla:

“L’eternità bussò, morì mia madre. / La notte stessa con impeto di fede / m’inginocchiai e chiesi alla Madonna / di custodirmi e farmi Lei da mamma”.

“Finito il pianto io mi tirai su/ ora, davvero, Teresa di Gesù”: una ferita che arde anche per noi

Andiamo avanti nel nostro percorso con un nuovo brano che ci mostra la vita di Santa Teresa attraverso le parole scelte da Giampiero Pizzol.

(Ecce Homo-Tiziano Vecellio)
Continuamente tormentata nel fisico e nello spirito, Teresa riceve durante la Quaresima del 1554 il dono della vera Conversione: camminando per i corridoi del Carmelo, si imbatte in una statua di Cristo legato alla colonna e flagellato, “così umano da sembrare vero”.

“Davanti a Lui, Dio mi fece il dono/ di un pianto che veniva da lontano/ come pioggia che scioglie un uragano/ e all'istante io capii chi sono/. E chi sei Tu mio Dio che non mi lasci,/ rivestito di me, Tu non finisci/ di offrirmi ogni istante il Tuo favore/ con la ferita ardente dell’Amore./[…]./ Questo è l’Amore. È tutto. Non c’è altro.”

Teresa cade in ginocchio e scoppia in lacrime. Di fronte al volto così umano di Gesù sofferente, non può che rendersi conto dell’Amore sconfinato di Dio per l’uomo, un Amore tanto grande da non temere il sacrificio, e così potente da restituire l’uomo a sé stesso: “Finito il pianto io mi tirai su/ ora, davvero, Teresa di Gesù”.
Niente per Teresa è più come prima, tutto è trasformato alla luce di quell'Amore e tutto finalmente acquista senso:

“Solo l’amore fa toccare il fondo/ di quel dolore che dà vita al mondo./ Solo l’amore fa capire tutto/ dal pane al sangue e dal fiore al frutto”.



"Senza amore il silenzio non dà pace/ ed è vuoto il legno della croce": Teresa, nata per Noi

Mentre ci prepariamo per la messa in scena del 18 ottobre di "Teresa de Jesus. Nata per voi" vogliamo proporvi un percorso che ci aiuterà a conoscere non solo l'opera musicale di Giampiero Pizzol ma anche la vita di Santa Teresa attraverso stralci di brani e note biografiche. Buona lettura!

“Al monastero dell’Incarnazione/tutte le cose erano fatte bene./ […]/ Sopra gli altari delle nostre chiese/ le candele erano sempre accese./ Da noi era onorato e rispettato/ era obbedito con fede, era pregato/ Iddio, ma un Dio ormai lontano,/ senza pianto, né gioia, né perdono./ […]/ Non più Carne di Cristo, solo pane/ e acqua chiara e dolce di fontane./ Che altro si può fare in un convento?/ Pregare, lavorare e uscir dal mondo!”

(Ecce Homo-Guido Reni)
Teresa, dopo la guarigione miracolosa, è monaca ad Avila nel monastero dell’Incarnazione. La sua decisione di essere una buona suora, fedele e dedita alla preghiera, si rispecchia perfettamente con lo stile di vita condotto in quel convento. Un luogo pio, certo, di preghiera e adorazione di Dio, ma un Dio ormai lontano dal mondo infiammato dalla sete di conquista del Nuovo Mondo e spaccato dalla Riforma protestante. Che altro possono fare le brave monache di nobile famiglia, se non ritirarsi al sicuro tra quelle mura e vivere la loro tranquilla spiritualità? 

“Ma il Signore assediava la mia mente/ con una inquieta selva di domande:/ Come entrare nel cuore del Carmelo?/ Come salvare chi ha perduto il cielo?/ Perché  le guerre, perché la divisione?/ perché tante buone anime cristiane/ non fanno una buona cristianità?/ Ci deve essere qualcosa che non va!”

Il cuore della Santa non è tranquillo. 
Teresa ha come l’impressione di dormire, di essere stata vent'anni in una cella e non aver mai capito nulla, di aver vissuto senza vivere e soprattutto di non aver mai goduto né di Dio né del mondo. 
E’ così che un giorno, finalmente, a Teresa è svelato il più grande del segreti:

“Senza amore non si capisce nulla./ Ed è inutile stare in una cella, / è una sciocchezza abbandonare il mondo/ e chiudersi per sempre in un convento/ Senza amore il silenzio non dà pace/ ed è vuoto il legno della croce,/ […]/ Senza amore il tempo è una sconfitta/ amara, vana è ogni parola detta.”


"Teresa de Jesus. Nata per voi": eccoci di nuovo all'opera


Tornati dalle vacanze siamo pronti a proporvi un nuovo spettacolo, messo in scena dal nostro amico Giampiero Pizzol della Compagnia Bella che ha voluto rendere omaggio a Santa Teresa d'Avila nell'anniversario dei 500 anni dalla sua nascita.

L'opera in musica dal titolo "Teresa de Jesus. Nata per voi. 1515-2015 Cinquecento anni dalla nascita" è stata scritta dal compositore Alessandro Nidi sui testi di Giampiero Pizzol e con inserti musicali per chitarra di Joaquin Rodrigo eseguiti da Piero Bonaguri.
L’organico è formato dalla cantante solista Daniela Piccari, affiancata dalla voce dell’attrice Laura Aguzzoni. Al pianoforte Alessandro Nidi, alla tastiera Emanuele Nidi, alla chitarra Enrica Savigni, al contrabbasso Giuliano Nidi e alle percussioni Sebastiano Nidi.

Lo spettacolo verrà messo in scena al Monastero Di San Giuseppe Delle Monache Carmelitane Scalze a Rapallo. E' grazie al profondo legame con Santa Teresa d'Avila delle monache, al loro aiuto e interesse, che possiamo proporvi il 18 ottobre 2015 quest'opera.

In attesa della messa in scena vogliamo proporvi un percorso di conoscenza della santa attraverso alcune note biografiche e stralci di brani dell'opera. 

Vi lasciamo intanto con una breve anticipazione video dello spettacolo. Buona visione!