Finalmente "La vita è sogno"

Cari lettori del blog, mrtedì 6 agosto alle ore 21.30 presso Villa Tigullio porteremo in scena il frutto del lavoro di quest'anno “La vita è sogno”, riduzione e adattamento della commedia di P. Calderon de la Barca, autore spagnolo del '600.

Noi giovani del Portico - e ormai anche bambini, adulti e quest’anno a sorpresa qualche simpaticissimo amico alpino! - ci siamo sempre cimentati con opere di spessore letterario e con tematiche inerenti alle domande fondamentali dell’uomo, ma non avremmo mai immaginato di intraprendere questa avventura con un testo del teatro barocco, dove ogni virgola sembrerebbe lontana anni luce dalla loro sensibilità e mentalità. Come sia nata questa decisione azzardata è lungo da raccontare, ma ciò che ci sta a cuore soprattutto è il dirvi che abbiamo sperimentato via via una corrispondenza interiore con il testo, solo apparentemente obsoleto.

La vita è sogno oscilla infatti fra "la semplicità della fiaba e la complessità della costruzione simbolica": è la storia di due figli abbandonati dal padre, alla ricerca l’uno della propria identità e l’altra del proprio onore. Il loro incontro si pone come inizio di una serie di eventi sorprendenti che porteranno ad un finale inaspettato.

Molti sono i temi trattati: il più interessante dal nostro punto di vista è quello del rapporto tra il mondo virtuale e la realtà (vita/sogno), così sorprendentemente attuale: gli altri li lasciamo alla scoperta del pubblico. Non mancate!

Il Drago dietro le quinte


Cari amici del blog! Vi scrivo queste poche righe per raccontarvi cosa mi ha colpito dell'esperienza vissuta all'interno della compagnia teatrale lo scorso anno. 

Mi sono preso diversi giorni per pensare bene cosa dire. Mi si sono sparpagliate davanti tutte le cose successe: dagli incontri alle prove, dalle scoperte alle fatiche.
Credo che tutto sia stato frutto di una scoperta fatta all'inizio, che è stata il sottofondo di tutto il percorso: mi sono accorto di non essere solo.
Mi spiego meglio.... 

Ricordo bene com'è nata la nostra Compagnia, con la Marina che ci ha raggruppati in 5 o 6 una domenica per proporci “Barabba”. Ripensando a quel giorno, una delle ragioni di quel “Sì” è stata senz'altro che a propormi questa sfida erano degli amici! Che bello era fare una cosa bella con persone a cui ero affezionato!
Si è creato in questi anni, nel nostro piccolo, qualcosa di grande, al punto che, proponendo spettacoli sempre più curati e pertinenti alle contingenze storiche che vivevamo (perché una nostra preoccupazione è sempre stata fare teatro provocati da quello che succedeva nel mondo), si è venuto a creare intorno a noi un popolo di amici che ci hanno accompagnato negli anni venendo a vedere le nostre pièce.
Ma nel corso del tempo, con il dipanarsi delle nostre vite, fra università e inizio del lavoro, se da un lato abbiamo acquistato compagni di avventura, dall'altro abbiamo perso molti del gruppetto iniziale. All'inizio dell'anno scorso confesso che accorgermi di essere rimasto uno degli ultimi "vecchi" mi ha fatto sentire incredibilmente solo. Quell’insieme iniziale di amici, quel nocciolo duro con cui si era costruito non c'era più. Da dove potevo ricominciare?
Mi ha colpito molto una cena che abbiamo fatto all'inizio delle prove de “Il Drago”, perché se da un lato c’ero io bloccato dalle mie preoccupazioni dall'altro molti ragazzi nuovi invece erano entusiasti di cominciare il lavoro, ognuno rendendosi disponibile a collaborare con la propria creatività.
Uno slancio che è diventato traccia che ha dettato il mio cammino. Io che ero uno dei vecchi, mi sono ritrovato a seguire i nuovi, volti nuovi! Tutti diversi per età, origine e storia e tuttavia disponibili a farsi compagnia per guardare quel pezzetto di realtà che ci aveva fatti incontrare. Che meraviglia! Tutto il mio anno è stato cadenzato dalla scoperta, ognuno con i suoi tempi e le sue circostanze, di quei nuovi volti.
Si è vissuti insieme senza la pretesa di creare un'amicizia come quella del primo gruppo, che nasceva da altre circostanze, ma con l’attenzione a non distogliere lo sguardo da quel desiderio di fare una cosa bella insieme.
L'unico esempio che tengo a raccontare è tratto dal giorno dello spettacolo a Villa Tigullio. Io ormai ho l'abitudine, il giorno dell’esibizione, di isolarmi da tutti e starmene da solo per ripassare la parte. Quel giorno, mentre passeggiavo intorno alla villa recitando il mio copione, ad un certo punto ho sentito una voce dietro di me che rispondeva alle mie battute: era Letizia, la nostra attrice più piccola che mi stava seguendo e che, volendo farmi un po’ di compagnia (ma una compagnia adulta, non uno stare insieme distratto), aveva preso il copione per aiutarmi a ripassare.
È tutto qui. Questa è la mia esperienza. Sono sempre più certo che in questi anni abbiamo dato vita ad un luogo dove è possibile stare insieme davanti alla vita e alle cose facendosi compagnia e non lasciandosi soli. Credo che questo sia l’elemento principale che colpisce chi ci viene a vedere, credo sia questa una nostra particolarità rispetto a tanti e più bravi gruppi teatrali. Siamo un fatto profondamente politico, un punto creativo all'interno della nostra realtà locale dove si vive e si costruisce il bene comune. 
Ci si fa compagnia.
Andrea (Dedde)

Dragomania: Heinrich

Dragomania giunge oggi al termine. In questo ultimo episodio conosceremo la figura di Heinrich, "primo della classe" tra i servitori del Drago, e per questo colpevole o innocente? Ci vediamo domani alle 21.15 all'Auditorium delle Clarisse per l'ardua sentenza! Intanto Marina ci prepara con le sue dritte preziose. A presto, e che Dragomania sia! 



Dragomania: le amiche

Di fronte al potere che incombe l'uomo può reagire in diversi modi. C'è chi si sottomette, chi si allea con il tiranno... e chi si fa scivolare tutto addosso! In che categoria mettereste le amiche? Venite il 12 settembre alle 21.15 all'Auditorium delle Clarisse e lo scoprirete! Per chi non potrà esserci ecco il nostro video dedicato. Buona visione!



Dragomania: Il drago

Amici, mi raccomando non mancate mercoledì 12 setttembre alle 21.15 al Teatro delle Clarisse: il Drago è ancora tra noi! Oggi è protagonista anche qui a Dragomania. Come mai Schwarz ha scelto l'antagonista come titolo della propria opera? Scopritelo nel video; guida la riflessione Marina Maffei, regista della Compagnia. 



Dragomania: il primo Borgomastro

Per chi si fosse perso l'ultimo spettacolo della Compagnia, ci vediamo il 12 Settembre alle 21.15 all'Auditorium delle Clarisse per una memorabile replica. Intanto, per i più impazienti, Dragomania torna in scena con il suo quarto episodio. Marina ci guida in una breve riflessione sull'inafferrabile Borgomastro, una maschera a metà tra pazzia e lucidità.



Lancellotto



Cari amici, eccoci di nuovo a voi con la quattordicesima e ultima puntata della rubrica "La Città del Drago". Mancano solo un paio di settimane al grande giorno del 2 Agosto! Ultimo ma non ultimo, ecco a voi il protagonista assoluto dello spettacolo, il cavaliere ideale, Lancellotto!

"Buongiorno!!! Ecco qua il vostro eroe di fiducia, il vostro Lancellotto di quartiere! Avete a che fare con tiranni che tiranneggiano, padroni che spadroneggiano, cattivi così cattivi che di fronte a loro anche don Matteo getterebbe la spugna? Siete sobillati dalle tasse, che neanche lo sceriffo di Nottingham saprebbe fare di meglio? O un feroce drago assassino minaccia il vostro quieto vivere?
Niente paura, ci sono qua io! In un batter d'occhio, in quattro e quattr'otto, in men che non si dica, risolverò il vostro problema e la pace tornerà a regnare nel vostro ridente paese! Parola di Lancell8!
(Se poi per caso, dico per caso, ci fosse una donzella da salvare, di bella presenza, possibilmente non accompagnata, e magari brava a cucinare deliziosi manicaretti... diciamo che schifo non mi farebbe)"