Trailer

In attesa di una possibile replica della rappresentazione teatrale, pubblichiamo alcuni brevi momenti dello spettacolo andato in scena martedì 8 agosto 2017 a Villa Tigullio, Parco Casale - Rapallo.

Arrivederci a presto!


 

Manara: Dietro lo spettacolo

Cari spettatori,

Oggi, a quasi un mese dallo spettacolo, ho deciso di farvi partecipi di una cosa a cui non avete assistito. Avete visto il nostro spettacolo l’ 8 agosto, ma non avete idea di cosa sia accaduto dietro lo spettacolo, dietro quelle quinte nere dove ci rifugiavamo alla fine di ogni quadro. Ho attirato la vostra attenzione???

Bene! Allora andiamo avanti! E non preoccupatevi perché sarò breve.

Dovete sapere che quel giorno Marina - la regista - ci aveva dato appuntamento alle 16 in punto, ma, come sempre, qualche ritardatario c’è stato (facciamo i turni a farla arrabbiare!). Immaginatevi la scena… L’8 agosto alle 16 del pomeriggio in un giardino in riva al mare… una parola: CALDO!!! 

dietro le quinte
Per non parlare di Marina che ci sgridava perché il giorno dello spettacolo non sapevamo ancora fare gli spostamenti della scenografia… un po’ nervosetta… ma sarà stata l’ansia poverina! 

Comunque tra un urlo e l’altro siamo arrivati al momento di trucco e parrucco, ma dietro la tenda dove l’anno scorso eravamo pochi, quest’anno eravamo piuttosto stipati perché avevamo accolto un po’ dei nostri fan come comparse… ricordate?? 


uomini al trucco
Beh… devo dire che ero piuttosto preoccupato tra caldo, urla e affollamento, ma è stato bellissimo. Ci siamo fatti una compagnia da vera compagnia!! Aiutandoci a ripassare, a sistemarci i costumi, convincendo gli uomini che sì, era necessario che si truccassero anche loro!!

scena dietro le quinte


Alla fine quando si è lì dietro siamo tutti agitati, ma è un’agitazione bella, carica di entusiasmo e soddisfazione. Sì, di solito la soddisfazione arriva alla fine, ma in effetti avevamo fatto un percorso tale durante l’anno che quella sera avremmo anche potuto non presentarci perché il Miguel Manara era già nostro, stavamo crescendo con lui. In fondo c’ è anche da dire che quando si é sul palco lo spettacolo sembra durare pochissimo (spero sia stato così anche per voi!) e alla fine ci si chiede… e adesso?? Ho lavorato tutto l’anno ed è finito??




La verità è che niente è finito, ognuno di noi continua la sua strada più ricco grazie a quel Miguel che ci ha fatto compagnia in questi mesi. E vi dirò la verità: vale la pena di fare lo spettacolo per portarlo ai nostri spettatori, perché senza di voi non ci renderemmo conto del valore che ha quello che facciamo e una buona notizia non è davvero tale se non si sente il bisogno di correre a raccontarla!

ringraziamenti dopo lo spettacolo

Continuate a seguirci perché abbiamo bisogno di voi,

Il Portico di Salomone

Il “Miguel” continua, ma soprattutto continua la nostra amicizia…

Martedì 8 agosto abbiamo raccolto un’offerta da destinare al nostro amico Padre Ibrahim, che avremo il privilegio di avere con noi DOMENICA 3 SETTEMBRE alle ore 21 nella Basilica dei SS. Gervasio e Protasio a Rapallo.

L’amicizia della nostra Compagnia con Padre Ibrahim non è cosa nuova: ne ripercorriamo brevemente i momenti più importanti.

Tutto ha avuto inizio nel maggio 2016, quando abbiamo avuto la Grazia di ospitarlo in città e di ascoltare la sua commovente testimonianza: francescano, parroco ad Aleppo in Siria dal novembre 2014, volto di una serenità disarmante nonostante il contatto quotidiano con la guerra, la distruzione, la morte. Una fede incrollabile, una certezza invidiabile, una solidità desiderabile: questo ce lo ha reso immediatamente “amico” e ci ha fatto decidere, nel nostro piccolo, di aiutarlo. 
Il nostro primo aiuto è stata la raccolta che abbiamo effettuato per le necessità della comunità di Aleppo in occasione dello spettacolo “Il Rinoceronte”, che abbiamo portato in scena a Villa Tigullio nell’estate del 2016.

Nel frattempo, per le Edizioni Terra Santa, è stato pubblicato il libro Un istante prima dell’alba, un diario appassionato nel quale Padre Ibrahim racconta giorno per giorno i dolori e le speranze della sua città; sotto Natale, dunque, la Compagnia ha promosso e pubblicizzato un concerto lirico, tenutosi nella Basilica centrale di Rapallo, in occasione del quale il libro è stato venduto e il ricavato è stato inviato a Padre Ibrahim.

Infine (ma speriamo, nei prossimi mesi, di poter continuare l’elenco…), la somma raccolta con il nostro “Miguel Mañara” sarà consegnata direttamente a Padre Ibrahim proprio durante la serata di domenica. 

E’ un grande regalo poterlo avere nuovamente tra noi, è la possibilità di conoscere un santo dei nostri giorni, è un dono che viene fatto per la seconda volta alla nostra comunità e con il quale a ciascuno spetta misurarsi.

E’ un evento di grande portata per l’amicizia con lui, ma soprattutto è un invito: a conoscere una storia e diventarne parte, a guardare un volto lieto e interrogarsi sulla sorgente di quella letizia, a lasciarsi colpire da un quotidiano doloroso eppure carico di speranza.

Vi aspettiamo!

Gli Spiriti della Terra


Come le tre Parche, gli Spiriti della Terra sono tre figure femminili legate alla morte. Accorrono a seppellire la bella Girolama e suo padre, Carillo de Mendoza, morto di dolore poco dopo la figlia. 

È in questa occasione che queste tre figure inquietanti, crudeli e ironiche, preannunciano a Miguel il giorno in cui verrà la sua fine: 



“un giorno ti alzerai più presto del solito e accenderai la lampada fioca nella foschia dell’alba e ti metterai all’opera per l’ultima volta”.

È proprio nella foschia dell’alba, quando Miguel è ormai vecchio, che lo spirito più terribile dei tre torna a prenderlo per l’ultima tentazione prima di arrivare davanti al giudizio di Dio.

Ad ogni apparizione degli Spiriti della Terra però un altro spirito giunge a supportare Miguel: lo splendido Spirito del Cielo, che non sceglie mai per lui, ma gli propone una via alternativa.

Johannes


“Per molto, molto tempo sono stato un nemico di Dio…”


Uno degli ultimi incontri di Miguel ad essere messo in scena da Milosz è quello con il mendicante paralitico Johannes Melendez. 

Possiamo dire che, dopo “essere stato incontrato” da vari personaggi (Don Fernando, Girolama, l’Abate), ora il nostro protagonista, ormai apprezzato predicatore, incontra, attivamente, quest’uomo, “l’uccellaccio del malaugurio ladro e sciancato”.

Anche quella di Johannes, figlio di una prostituta e di un bandito, è una storia di conversione: “per molto, molto tempo, sono stato un nemico di Dio”... poi un incontro. Un incontro totalmente diverso da quello di Miguel con la purezza di Girolama ma pur sempre un incontro, che, nonostante una vita vissuta da “avanzo di galera”, rifiutato dagli uomini, gli fa dare a Dio il nome che Gli è proprio: Amore.

Cosa accade quando due salvati, due “ex nemici di Dio” si incontrano? 

Venite a scoprirlo!

La confraternita della Caridad

Il quinto quadro si apre con la riflessione di due religiosi dell’ordine della Caridad intorno alla predica appena ascoltata dalla voce di Miguel. Il primo, più sempliciotto, è rimasto piacevolmente stupito dall’immediatezza del linguaggio utilizzato nella predicazione.

Ma cosa è successo a Miguel Manara? Lo avevamo lasciato di fronte all’abate del convento della Caridad, sconvolto dopo la morte di Girolama, e adesso lo troviamo a capo di una delle Confraternite più importanti della Siviglia del ‘600.

Storicamente, Miguel Manara, dopo aver trascorso mesi in ritiro dal mondo per il dolore della perdita della moglie, incontrò don Diego de Mirafuentes, Fratello Maggiore della Confraternita della Carità.

La congregazione esisteva già dal 1400 e aveva come scopo quello di accompagnare i condannati a morte e seppellire i loro corpi o quelli di coloro che annegavano nel fiume, il Guadalquivir. La Confraternita venne riconosciuta anche da un decreto del re Filippo V, che le confermava i privilegi già acquisiti sotto il re cattolico Enrico IV.

Dopo l’incontro con don Diego, dunque, Manara decise di unirsi a lui e ai suoi confratelli e diventò a sua volta fratello Maggiore nel 1663; sarà sotto la sua direzione che la Confraternita si ingrandirà diventerà, dal 1667, un vero e proprio Ospedale per la cura degli ammalati e degli indigenti.

Dicono che Miguel Manara cambiò pelle a questa Confraternita, trasformandola in un’opera di bene rivolta a tutti, non solo ai defunti.

Un impulso quello dato da Miguel che continua da 350 anni: ancora oggi, infatti, la Confraternita continua la sua opera di carità nell’ospedale annesso alla chiesa.

L'Abate del Convento della Caridad

“Perché temi di perdere ciò che ha saputo trovarti?”

Un altro incontro per il nostro Miguel, dopo quelli con Don Fernando e Girolama. Un altro incontro, e questa volta ancora più esplicito e decisivo, con la Misericordia.
L'anonimo Abate del Convento della Caridad (interpretato da Andrea, in foto), infatti, accoglie Miguel, lo lascia piangere, lo ascolta mentre, con dovizia di particolari e un certo compiacimento per un'attesa punizione, confessa tutti i suoi peccati.

Ma che fatica fa a convincerlo che “queste cose non sono mai state”, che “sei venuto. Sei qui. E tutto va bene”, che non gli serve altro che accettare di essere abbracciato e perdonato! 

Che fatica fa a convincerlo che non lui ha trovato Dio, ma che piuttosto da Lui è stato trovato!

Come era già successo con Don Fernando e Girolama, a Miguel non viene risparmiato nulla in fatica, cammino e libertà.

Dopo essere stato tanto cercato, Miguel riuscirà finalmente ad accettare di farsi trovare, abbracciare e perdonare?

Lo scopriremo insieme!